Oggi è la giornata mondiale degli insegnanti.
E voglio raccontarvi di una insegnante che ha aiutato chi era stato lasciato da parte.
Si chiamava Marva Collins.

L’infanzia
Nata il 31 agosto 1936 a Monroeville, Alabama.
In un’epoca in cui non tutti erano liberi di vivere come volevano.
Le scuole erano separate.
I bianchi da una parte. I neri dall’altra.
Era la realtà del Sud America.
Suo padre Henry la segnò per sempre.
Era uno degli uomini neri più rispettati di Monroeville.
Si assicurò che Marva e sua sorella ricevessero la migliore educazione possibile.
Nonostante tutto.
Gli studi e il primo ostacolo
Studiò al Clark College di Atlanta.
Si laureò nel 1957.
Voleva lavorare come segretaria.
Ma non poté.
Perché era una donna nera.
In un’America che ancora non la vedeva come uguale.
Non si arrese.
Tornò in Alabama e iniziò a insegnare.
Per due anni.
Poi si trasferì a Chicago.
Nel 1959 sposò Clarence Collins.
E iniziò a insegnare nelle scuole pubbliche della città.
Quattordici anni nelle scuole pubbliche
Per quattordici anni insegnò nelle scuole pubbliche di Chicago.
Mentre cresceva la sua famiglia.
Mentre osservava.
Mentre capiva.
Ma lei non era come le altre insegnanti.
Vedeva bambini abbandonati.
Quelli che tutti avevano lasciato in disparte.
Etichettati come disabili.
Come problematici.
Come irrecuperabili.
Non riusciva a fare come gli altri.
La scuola nel salotto di casa
Nel 1975 prese 5.000 dollari dai suoi risparmi pensionistici.
E aprì la Westside Preparatory School al secondo piano di casa sua.
Nel quartiere povero di Garfield Park a Chicago.
I suoi primi studenti erano due suoi figli e quattro bambini del quartiere.
Bambini lasciati soli dal sistema scolastico.
Perché disabili.
Perché problematici.
Perché nessuno li voleva.
Il metodo Collins
Non insegnava come gli altri.
Usava il Metodo Socratico.
Imparare facendo domande.
Imparare dialogando.
Imparare pensando.
Diceva sempre:
“L’essenza dell’insegnamento è rendere l’apprendimento contagioso.
Far sì che un’idea ne accenda un’altra.”
Li faceva leggere Shakespeare. Platone. Omero. Chaucer.
Bambini che il sistema aveva abbandonato.
Che leggevano i classici.
Alla fine del primo anno quei bambini avevano recuperato cinque anni di scuola.
Cinque anni.
In uno solo.
Il riconoscimento
La notizia si diffuse in tutta America.
Nel 1977 il Chicago Sun-Times scrisse di lei.
Nel 1981 ricevette il Jefferson Award per il servizio pubblico.
Nel 1982 CBS trasmise il film sulla sua vita.
Si chiamava The Marva Collins Story.
La interpretò Cicely Tyson.
Il marito era Morgan Freeman.
I rifiuti storici
Ronald Reagan le offrì il posto di Ministro dell’Istruzione.
Lei rifiutò.
Poi George Bush fece la stessa offerta.
Lei rifiutò di nuovo.
Entrambe le volte disse la stessa cosa.
Il suo posto era con i suoi bambini.
La crescita
La scuola crebbe.
Si spostò dal suo appartamento a un edificio proprio.
Nel 1990 aprì la Marva Collins Preparatory School in Ohio.
Nel 1992 un’altra a Chicago.
Formò oltre 100.000 insegnanti con il suo metodo.
Tutti i suoi studenti andarono al college.
Tutti.
Nel 2008 la Westside Preparatory School chiuse per mancanza di fondi.
Un dolore enorme.
Ma quello che aveva seminato non si poteva cancellare.
I libri
Scrisse anche libri sul suo metodo.
Marva Collins’ Way nel 1982.
The Marva Collins Method nel 1989.
Per condividere quello che aveva imparato.
Per far sì che altri insegnanti potessero fare lo stesso.
La fine
È scomparsa il 24 giugno 2015 a Bluffton, South Carolina.
Aveva 78 anni.
Aveva ricevuto lauree honoris causa da Dartmouth, Amherst e Notre Dame.
La National Humanities Medal nel 2004.
Il riconoscimento di tutto il mondo.
Ma lei non aveva mai cercato i riconoscimenti.
Cercava solo i bambini invisibili.
E li faceva brillare.
Quello che rimane
Le insegnanti come lei sono rare.
Quelle che vedono gli invisibili.
Quelle che non li fanno sentire soli.
Quelle che credono in te quando tu stesso non ci credi.
La conoscevi?

