“La storia vera della donna che sconfisse il buio e il silenzio per diventare un’icona di lotta”
La donna di cui vi racconto oggi non ha mai visto il mondo che ha girato. Eppure lo ha percorso in lungo e in largo.
Si chiamava Helen Keller. Nata il 27 giugno 1880 a Tuscumbia, Alabama.
Una bimba come le altre

Era una bimba come le altre almeno fino ai 19 mesi quando una strana febbre le portò via per sempre la vista e l’udito.
Un medico disse che aveva un’infiammazione allo stomaco e al cervello. Sua mamma le metteva panni freschi per calmare il suo pianto. Come madre faceva tutto il possibile per farla stare meglio.
Poi una mattina tutto sparì. Sembrava guarita. I medici dissero che era in condizioni perfette. Le sue funzioni vitali erano ottime. I suoi genitori trassero un sospiro di sollievo. Sembrava che l’incubo fosse terminato.
Ma dopo pochi giorni mentre sua mamma le faceva il bagno notò che Helen aveva lo sguardo fisso su un punto. Le mise una mano davanti agli occhi. Helen non ebbe nessuna reazione. Poi caddero alcuni piatti. Nessuna reazione neanche a quello.
Sua mamma la scosse urlando il suo nome. Come se volesse svegliarla.
I medici che la visitarono constatarono che la bambina aveva perso udito e vista. Non capirono mai la causa. Oggi si pensa che potesse essere scarlattina, rosolia o meningite. Ma all’epoca non erano malattie conosciute come oggi.
Da quel momento il suo mondo divenne buio e silenzioso.
Anne Sullivan

All’età di 7 anni nella vita di Helen è arrivata Anne Sullivan.
Anne non era solo una maestra. Era una donna straordinaria anche lei. Aveva problemi di vista. Sapeva cosa significava lottare.
Anne le aprì le porte del mondo anche se Helen non lo vedeva. Le insegnò a leggere, scrivere e comunicare. Andarono insieme all’Istituto Perkins per ciechi nel 1888. E non la lasciò mai sola come fecero gli altri.
Come insegnava Anne a Helen? Facendole sentire le lettere dell’alfabeto sul palmo della mano. Una per una. Pazientemente. Ogni giorno.
Helen imparò. Piano piano. Poi sempre più velocemente. La mente di Helen era straordinaria. Assorbiva tutto. Voleva sapere tutto.
Nel 1905 Anne si sposò con John Albert Macy. Ma non abbandonò Helen. Rimase sempre al suo fianco.
La scrittrice
Nel 1903 Helen pubblicò la sua autobiografia. “The Story of My Life”. La storia della mia vita.
Una donna sordocieca che raccontava la sua vita al mondo. Che metteva su carta quello che aveva vissuto. Quello che aveva sentito. Quello che aveva capito.
Fu un successo enorme.
L’anno dopo nel 1904 si laureò con lode al Radcliffe College. Prima persona sordocieca del suo paese ad ottenere un titolo universitario.
Nel 1955 divenne la prima donna a ricevere una laurea honoris causa dall’Università di Harvard.
L’attivista
Helen non si fermò qui.
Nel 1909 aderì al Partito Socialista insieme a John Macy. Divenne una suffragetta. Lottò per i diritti delle donne. Per i diritti dei lavoratori. Per i diritti delle persone disabili.
Nel 1912 si iscrisse al sindacato IWW. Industrial Workers of the World.
Nel 1915 fondò l’organizzazione Helen Keller International per la prevenzione della cecità.
Nel 1943 visitò i soldati feriti in Giappone. Per quattro anni viaggiò in tutto il mondo. Dal Giappone all’Europa. Dal Sud Africa all’America Latina.
Helen non combatteva solo per sé stessa. Combatteva per tutte le persone che come lei venivano dimenticate.
Le amicizie famose
Nonostante non potesse vedere e sentire il mondo, ebbe tanti amici.
Alexander Graham Bell, l’inventore del telefono, fu uno dei primi a credere in lei. Fu proprio lui a consigliare alla famiglia di contattare l’Istituto Perkins per ciechi. Senza di lui forse Anne Sullivan non sarebbe mai arrivata nella vita di Helen.
Mark Twain la ammirò sin da quando era bambina. La chiamava la persona più straordinaria che avesse mai conosciuto. Una cosa non da poco, venendo da uno degli scrittori più famosi della storia.
Charlie Chaplin, il grande attore del cinema muto, aveva un profondo rispetto per lei. Due icone del loro tempo. Uno che faceva ridere il mondo senza parlare. L’altra che cambiò il mondo senza vedere né sentire.
Helen incontrò tutti i Presidenti degli Stati Uniti. Da Grover Cleveland a Lyndon B. Johnson. Ogni presidente americano del suo tempo la conobbe e la rispettò.
L’amore
C’è una parte della vita di Helen che pochi conoscono.
Nel 1916 si innamorò del suo segretario Peter Fagan.
Era una storia d’amore vera. Intensa. Profonda.
Ma non ebbe un lieto fine. La famiglia si oppose. La società si oppose. Una donna sordocieca non poteva avere una storia d’amore. Non poteva essere amata. Non poteva amare.
Quella storia finì. E con essa un pezzo di cuore di Helen.
Le perdite
La vita di Helen fu anche fatta di perdite.
Nel 1896 perse suo padre Arthur Keller. Aveva solo 16 anni.
Nel 1921 perse sua madre Kate Adams. Aveva 41 anni.
Nel 1936 perse Anne Sullivan. La donna che le aveva aperto il mondo. Rimase sola a 56 anni.
Ma non si arrese.
Continuò a viaggiare. A scrivere. A lottare. A ispirare.
Il riconoscimento
Nel 1956 fu prodotto il film “The Miracle Worker”. Anna dei miracoli. La storia di Helen e Anne Sullivan.
Nel 1964 il presidente Lyndon Johnson le conferì la Medaglia Presidenziale della Libertà. Il riconoscimento più alto della nazione.
Helen aveva 84 anni.
La morte
Si spense il 1° giugno 1968 nel sonno.
Aveva percorso il mondo senza mai vederlo. Aveva cambiato il mondo senza mai sentirlo.
Poche settimane prima di compiere 88 anni.
Il messaggio
Se Helen Keller non ha mai visto il mondo eppure lo ha cambiato, immagina cosa puoi fare tu che lo vedi ogni giorno.
Questa è la sua storia. Una storia di buio e luce. Di silenzio e voce. Di ostacoli e vittorie.
Per me è semplicemente Straordinaria. 🌟
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